Libertà…perché questa parola fa così paura ai ragazzi detenuti nell’Istituto di pena minorile di Nisida? Perché il primo vero impatto con la libertà sarà per loro una sfida. Una sfida con la dura realtà che li aspetta fuori, con la lotta alla sopravvivenza. La sfida di trovare un lavoro onesto, di costruire finalmente un domani migliore, di non ricadere negli errori commessi, nel vortice delle bande della criminalità.
Questi sono stati i timori e le speranze di Salvatore che conoscemmo nel marzo dell’anno scorso, appena due giorni prima dell’uscita dall’Istituto di pena. Salvatore, venti anni, occhi neri terrorizzati ed imploranti, un sorriso che ispirava un’enorme tenerezza, ci chiese di aiutarlo perché lui non voleva più tornare nei vicoli dei quartieri della Sanità, dove è cresciuto scugnizzo.
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