5 Novembre 2011 - come una donazione diviene opportunita' di vita per i ragazzi di Nisida
Quando si parla di iniziative benefiche tutti possono affermare di conoscere per sommi capi il funzionamento di una raccolta di fondi e molti in astratto credono di immaginare come ed a chi può essere devoluto il ricavato delle proprie offerte.
Se poi la donazione viene effettuata attraverso una Fondazione ONLUS che scrupolosamente documenta e comunica la propria amministrazione e minuziosamente riporta la destinazione dei fondi alle proprie attività benefiche si può ancor più certamente verificare il percorso della propria oblazione.
E’ il caso della Fondazione “Il meglio di te – ONLUS” che dal 2005 è riconosciuta come Organizzazione non lucrativa di Solidarietà Sociale e dal 2007 iscritta al Registro delle persone giuridiche della Prefettura di Napoli alla quale relaziona annualmente sulla attività svolta presentando dettagliata copia dei bilanci e delle iniziative.
Tutto questo però, che pure è fondamentale requisito di serietà per una Fondazione alla quale scegliere se devolvere un proprio obolo, altro non è che una garanzia amministrativa e patrimoniale.
Necessaria per affidare il proprio denaro, ma non sufficiente forse a comprendere l’importanza sociale della donazione stessa.
Per capire davvero come vengano trasformate le offerte e a chi queste siano concretamente destinate si deve necessariamente uscire dalla freddezza dei numeri ed incontrare le persone che con passione all’interno di organizzazioni umanitarie profondono il proprio impegno.
A questo scopo incontriamo chi dal 2005 presiede la Fondazione “ Il meglio di te – ONLUS in ricordo di Riccardo Di Chiara” impegnandosi a dedicare parte del suo tempo ad aiutare il prossimo che versi in condizione di difficoltà.
Siamo dunque accolti dall’Avv. Fulvia Russo presso la sede della Fondazione, che troviamo in piena attività organizzativa per il Galà di beneficenza che si terrà il prossimo 11 Novembre all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli allo scopo di aiutare i giovani detenuti dell’Istituto penale minorile di Nisida.
Cogliamo dunque l’opportunità di porre le nostre domande per capire in che modo concretamente le donazioni fatte alla Fondazione si trasformino in aiuto per coloro che più ne hanno bisogno.
L’avv. Russo ci spiega come sia lo stesso Direttore del penitenziario minorile, Dott. Gianluca Guida, a segnalare alla Fondazione i ragazzi che abbiano mostrato nel periodo detentivo maggiore ravvedimento e predisposizione ad un percorso di reinserimento nella società.
Chiediamo quindi di portarci un esempio concreto di quanti tra i giovani ex detenuti abbiano compiuto un percorso di “riabilitazione” grazie alla Fondazione.
Nel rispondere a questa domanda la voce della Presidente cambia, perché non parla più delle modalità di un progetto, ma di un percorso di vita di uno dei ragazzi che di recente la Fondazione ha seguito.
Lo chiama per nome, pregandoci di non riportarlo nel nostro racconto per tutelarne la riservatezza, e ce ne descrive le vicissitudini.
Partendo dalla prima fase del suo iter quando, ancora detenuto, una psicologa (volontaria della Fondazione) ha iniziato a seguirlo direttamente e costantemente all’interno della struttura penitenziaria per individuarne potenzialità ed aspettative.
“Il giovane E. ha iniziato a lavorare sfruttando appositi permessi periodici d’uscita, ed ha poi proseguito presso lo stesso datore di lavoro individuato dalla Fondazione al fine di favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro...
…la Fondazione ha contestualmente rimborsato il datore di lavoro per le spese sostenute per far effettuare lo stage, che gli consentisse di stare lontano da richiami di illegalità e gli permettesse di continuare a costruirsi un futuro pulito.”
Chiediamo a questo punto quali sono le difficoltà che si sono nel percorso rieducativo di questo giovane.
La Presidente ci spiega che “E. ha dapprima provato a lavorare presso un laboratorio di Pasticceria nel quale è stato impiegato dall’Aprile al Novembre del 2010, ma che poi trovando difficoltà sul suo cammino, è stato indirizzato dalla Fondazione presso un noto laboratorio di pelletteria, settore nel quale ha completato il suo stage nel 2011 e ha ora trovato un impiego stabile e soprattutto onesto.
Tutto ciò è stato reso possibile dal lavoro dei volontari della Fondazione che lo hanno seguito e lo seguono costantemente con contatti settimanali, ma anche grazie alle donazioni di chi la Fondazione ha deciso di aiutare con il suo contributo economico”.
Ecco dunque come concretamente il denaro offerto alla Fondazione si trasforma in una opportunità concreta di una vita nuova per un giovane ragazzo.
Chiediamo dunque se altri ragazzi ricevono l’aiuto della Fondazione nell’ambito dello stesso “Progetto Nisida”
La risposta è piena di entusiasmo: “…molti altri ragazzi di Nisida hanno completato lo stesso percorso trovando un impiego onesto…”
Ma è soprattutto al presente ed al futuro che è proiettata l’attenzione della Presidente: “… un secondo ragazzo sta completando attualmente lo stesso iter di E., ed un altro lo sta iniziando proprio in questi giorni".
Ci sono altri progetti che la Fondazione conta di realizzare nel prossimo futuro in favore dei ragazzi di Nisida e se si attraverso quali modalità?
“La Fondazione ha di recente stipulato un protocollo d’intesa che vede coinvolti al nostro fianco l’Istituto di pena Minorile di Nisida, Casartigiani e la Agenzia formativa Multicenter School di Pozzuoli.
Il Direttore della struttura carceraria indicherà due giovani ospiti in via di dimissione nel 2011, ed altrettanti nel 2012, che abbiano completato il percorso di orientamento e siano pronti al reinserimento nella società.
La agenzia di Formazione Multicenter si impegnerà a titolo gratuito ad inserirli nei corsi regionali per l’ottenimento della qualifica di impiantista, pizzaiolo o pasticcere.
Casartigiani infine sensibilizzerà piccole e grandi aziende artigiane ad offrire ai quattro giovani selezionati un periodo di stage che favorisca il completamento formativo del ragazzo con l’applicazione sul campo delle cognizioni acquisite con il corso.
Attraverso questo lavoro sinergico questi ulteriori quattro ragazzi avranno l’opportunità di trovare un lavoro ed abbandonare la via dell’illegalità”
Prima di congedarci ci viene spontaneo chiedere come si può fare ad aiutare un numero maggiore di giovani e fornire a tutti più opportunità per un futuro migliore.
“Il successo di tutti i nostri progetti dipende dal lavoro dei nostri volontari ma anche dai fondi che possiamo devolvere ai progetti benefici che portiamo avanti.
Chi volesse collaborare a portare più aiuto chi ne ha bisogno può sostenerci attraverso iniziative come il Galà di beneficenza del prossimo 11 Novembre, o anche effettuando donazioni tramite il nostro sito www.ilmegliodite.it , o semplicemente devolvendo senza alcun costo il proprio 5 per mille alla nostra ONLUS”.
Con questo incontro abbiamo scoperto non solo a chi sono devolute materialmente le donazioni economiche fatte alla Fondazione "Il Meglio di te” ma soprattutto come l’attività dei volontari di una ONLUS riesca a trasformare denaro in opportunità di vita migliore per chi ne ha effettivamente grande bisogno.



