20 ottobre 2011 - Dibattito a Nisida sul film "Tatanka"

Si è svolto a Nisida giovedì 20 ottobre il dibattito organizzato dalla nostra Fondazione tra i giovani detenuti dell’ Istituto penale per i minorenni e gli attori ed il regista del film “Tatanka”, opera cinematografica tratta dal romanzo "La Bellezza e l'Inferno" di Roberto Saviano, ispirato alla figura di Clemente Russo, oro mondiale a Chicago 2007 e argento ai giochi olimpici di Pechino 2008 nel pugilato, ed attore protagonista del film che dal suo soprannome prende il titolo.

L’incontro, organizzato con la collaborazione del Direttore Gianluca Guida che ha reso possibile la proiezione nella struttura della pellicola, è stato una occasione di confronto tra i giovani detenuti nel carcere minorile e gli interpreti che della realtà delle carceri hanno raccontato le vicende nel film. E, soprattutto, è stata un’occasione di riflessione per tutti gli intervenuti sulla scelta, quasi mai libera, di intraprendere in giovane età la strada della illegalità.

L’accoglienza dei giovani agli stessi attori che avevano avuto modo di osservare in scena è stata entusiasta, e le domande poste hanno permesso di esplorare diversi campi di discussione in modo entusiasmante.
Parlare insieme al regista Giuseppe Gagliardi delle vicende dei suoi personaggi ha consentito ai ragazzi di manifestare apertamente le loro curiosità, immedesimandosi nei rispettivi ruoli fino quasi a voler, attraverso il commentarne le azioni, disegnare una sceneggiatura nuova anche per le proprie prospettive future.
Seduti in cerchio nel Teatro del carcere minorile, volontari della Fondazione, detenuti, educatrici e cast del film hanno dato vita tutti insieme ad un dibattito che, partendo dalle considerazioni sulla trama incentrata sul rapporto tra criminalità e adolescenza, è arrivato a toccare i temi delicati del ritorno alla libertà e dell’impegno necessario per il reinserimento nella società.
Parlando del film i giovani hanno parlato anche di loro stessi, del loro background, e dei loro intenti futuri. Si è discusso delle difficoltà di trovare un lavoro onesto una volta scontata la pena e del pregiudizio che può cadere come un macigno su quanti già una volta hanno sbagliato.

Si è così potuto spiegare ai ragazzi che con impegno e comportandosi in modo corretto ed onesto un futuro lontano dalla criminalità è possibile nella realtà proprio come nella finzione cinematografica. E che, anche se la strada del reinserimento è difficile, all’esterno del carcere c’è sempre chi pensa a loro non come futuri ex-detenuti, ma come ragazzi che compiuto un errore possono aver imparato da questo a non compierne altri.
In questo senso le parole della nostra Presidente Fulvia Russo che ha ricordato ai ragazzi il percorso di quanti la Fondazione ha già accolto ed orientato ad un lavoro onesto che ancora oggi compiono con la soddisfazione propria e dei rispettivi datori di lavoro.
E nella stessa direzione il messaggio di Gino Turino, socio fondatore della nostra ONLUS e prezioso organizzatore dell’iniziativa, che ha sottolineato con la nostra vicinanza ai ragazzi il desiderio della Fondazione di non farli sentire “soli”, spronandoli al contempo a cercare. attraverso il Direttore, un percorso di recupero attraverso il quale anche il nostro gruppo di volontari possa aiutarli concretamente a superare le difficoltà.

Meditare sulla scelta di quanti in passato hanno già compiuto con successo un percorso di ravvedimento, trovando in esso concrete prospettive per la propria vita, è stata per i ragazzi di Nisida una possibilità di intravvedere una trasposizione reale del percorso del protagonista di “Tatanka”. E nello stesso tempo scoprire nella nostra Fondazione uno strumento per affrontare le difficoltà e riuscire a superarle.
La presenza della Fondazione all’interno della struttura penitenziaria ha rappresentato dunque, non solo l’occasione di trascorrere un pomeriggio di discussione costruttiva, ma anche l’opportunità di dimostrare ai ragazzi che con impegno e volontà esiste la possibilità di uscire da Nisida per non tornarci più. E che questo può accadere non solo nei film, ma anche nella vita reale.

Vedi anche articolo sul Corriere del Mezzogiorno del 21.10.2011

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